{"id":17,"date":"2026-03-29T11:05:37","date_gmt":"2026-03-29T09:05:37","guid":{"rendered":"https:\/\/globalphilosophyreview.com\/it\/2026\/03\/29\/le-intelligenze-artificiali-plasmano-il-nostro-modo-di-pensare-e-di-sapere\/"},"modified":"2026-03-29T11:06:18","modified_gmt":"2026-03-29T09:06:18","slug":"le-intelligenze-artificiali-plasmano-il-nostro-modo-di-pensare-e-di-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/globalphilosophyreview.com\/it\/2026\/03\/29\/le-intelligenze-artificiali-plasmano-il-nostro-modo-di-pensare-e-di-sapere\/","title":{"rendered":"Le intelligenze artificiali plasmano il nostro modo di pensare e di sapere?"},"content":{"rendered":"<h1>Le intelligenze artificiali plasmano il nostro modo di pensare e di sapere?<\/h1>\n<p>I grandi modelli linguistici non si limitano a riprodurre informazioni. Partecipano attivamente alla definizione di ci\u00f2 che \u00e8 considerato vero, ragionevole o legittimo. Questi sistemi non sono semplici strumenti tecnici imperfetti, ma dispositivi che trasformano le gerarchie sociali e storiche in norme epistemiche. Il loro funzionamento si basa sull&#8217;analisi di testi massicci, spesso contrassegnati da pregiudizi eurocentrici, di genere e coloniali. Privilegiando gli schemi linguistici dominanti, rendono alcune modalit\u00e0 di parlare e ragionare pi\u00f9 probabili di altre, marginalizzando cos\u00ec saperi ed espressioni minoritarie.<\/p>\n<p>Il meccanismo di apprendimento per rinforzo a partire da feedback umani illustra questo fenomeno. Giudizi soggettivi su ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;utile&#8221; o &#8220;appropriato&#8221; vengono convertiti in regole algoritmiche. Queste norme, inizialmente contestuali, diventano standard applicati su larga scala. Il risultato non \u00e8 una verit\u00e0 oggettiva, ma una forma di conformit\u00e0 discorsiva. I modelli favoriscono risposte moderate, consensuali e allineate alle aspettative istituzionali, scartando punti di vista divergenti o critici. Cos\u00ec, il potere si esercita meno attraverso la censura che attraverso l&#8217;ottimizzazione: alcune idee diventano statisticamente vantaggiose, mentre altre scompaiono.<\/p>\n<p>Questi sistemi non si limitano a riflettere disuguaglianze esistenti. Le integrano nella loro stessa struttura. Ad esempio, studi mostrano che le raccomandazioni di viaggio generate da questi strumenti valorizzano sistematicamente destinazioni e culture occidentali. Allo stesso modo, gli stili linguistici non anglofoni o le espressioni culturali minoritarie sono spesso relegati in secondo piano. I modelli riproducono e amplificano le categorie storiche di razza, genere e rischio, rendendole apparenti come fatti neutri piuttosto che come costruzioni sociali.<\/p>\n<p>La posta in gioco va oltre la semplice correzione dei pregiudizi tecnici. Si tratta di comprendere come queste tecnologie ridefiniscano le condizioni di produzione del sapere. Determinano quali conoscenze sono visibili, quali voci sono udibili e quali argomenti sono considerati credibili. La loro autorit\u00e0 si basa su un&#8217;illusione di oggettivit\u00e0, mentre dipendono da dati e scelte di progettazione contrassegnate da rapporti di potere.<\/p>\n<p>I grandi modelli linguistici agiscono anche come strumenti di normalizzazione sociale. Generando testi, consigli o riassunti, impongono cornici interpretative. Una risposta riformulata per essere pi\u00f9 &#8220;professionale&#8221; o &#8220;neutrale&#8221; pu\u00f2 cancellare sfumature culturali o modalit\u00e0 espressive alternative. Gli utenti sono cos\u00ec incentivati ad adottare modi di esprimersi e pensare conformi alle norme dominanti, spesso senza esserne consapevoli.<\/p>\n<p>Il loro sviluppo si inserisce in un&#8217;economia politica concentrata nelle mani di pochi attori principali, situati principalmente in Nord America ed Europa. Questi attori definiscono quali saperi sono valorizzati e quali altri sono ignorati. Le infrastrutture tecniche, i dati di addestramento e gli obiettivi commerciali plasmano ci\u00f2 che \u00e8 considerato una conoscenza valida. I discorsi promozionali sull&#8217;intelligenza artificiale, che insistono sull&#8217;innovazione e l&#8217;efficienza, mascherano queste dinamiche e naturalizzano priorit\u00e0 politiche ed economiche specifiche.<\/p>\n<p>Di fronte a questa constatazione, \u00e8 necessario un approccio critico. Non si tratta solo di diversificare i dati o i team di sviluppo, ma di ridistribuire l&#8217;autorit\u00e0 epistemica. Ci\u00f2 implica rendere visibili le scelte normative integrate in questi sistemi, permettere alle comunit\u00e0 interessate di interrogare queste scelte e sostenere pratiche di dati pi\u00f9 pluraliste. L&#8217;obiettivo non \u00e8 una neutralit\u00e0 impossibile, ma una trasparenza sui limiti e i pregiudizi di queste tecnologie. Solo un tale approccio pu\u00f2 permettere all&#8217;intelligenza artificiale di servire futuri collettivi e democratici, piuttosto che rafforzare le gerarchie esistenti.<\/p>\n<hr>\n<h2>Documentation et sources<\/h2>\n<h3>Document de r\u00e9f\u00e9rence<\/h3>\n<p><strong>DOI\u00a0:<\/strong> <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00146-026-02994-y\" target=\"_blank\">https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00146-026-02994-y<\/a><\/p>\n<p><strong>Titre\u00a0:<\/strong> From &#8216;objectivity&#8217; to obedience: LLMs as discourse, discipline, and power<\/p>\n<p><strong>Revue : <\/strong> AI &amp; SOCIETY<\/p>\n<p><strong>\u00c9diteur : <\/strong> Springer Science and Business Media LLC<\/p>\n<p><strong>Auteurs : <\/strong> Theodoros Kouros<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le intelligenze artificiali plasmano il nostro modo di pensare e di sapere? I grandi modelli linguistici non si limitano a riprodurre informazioni. 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